Bilancio di fine anno e buoni propositi per il 2020

Questo 2019 lo posso riassumere con una sola parola: faticoso.
E proprio perché non mi sono fermata un attimo e la mia testa è stata costantemente concentrata su progetti a breve/medio termine che si sono susseguiti uno dietro l’altro senza sosta che non ho ancora tirato le somme. Quindi facciamolo insieme.
Sono stanca.. e lo dico mentre sto cercando di chiudere gli ultimi 3 progetti dell’anno (che in realtà si trascineranno fino a fine gennaio) e mi sembra di non avere più le forze di farlo.
Cosa è successo durante questo interminabile ma velocissimo, bellissimo ma angosciante anno?
Ho illustrato il mio primo libro. Lo desideravo da anni, mi sembrava una cosa irraggiungibile e incredibilmente una mattina mi sono svegliata con una e-mail dalla Corea nella casella di posta. Puzzava pericolosamente o di spam o di fregatura e invece si è rivelato il miglior progetto non solo del 2019 ma probabilmente della mia carriera da illustratrice fino ad oggi.
E poi ne sono venuti altri, per vie più o meno inaspettate e alla fine di quest’anno  posso contarne 6 di libri fatti, per 4 case editrici, di cui 2 sono coreane e 2 italiane. 3 libri sono storie inedite e 3 sono adattamenti di classici. Di questi solo 1 è uscito nel 2019, tutti gli altri li vedremo nel 2020.

Nel 2019 sono entrata ed anche uscita da 1 agenzia americana che rappresenta illustratori, un’esperienza pessima che mi ha delusa ed amareggiata. Fortunatamente ho saputo rappresentarmi bene anche da sola e per il momento questo mi basta.
Ho avuto 2 bellissime collaborazioni con brand artigianali e di piccola imprenditoria che mi hanno regalato grandi soddisfazioni e ho potuto anche lavorare ad alcune commissioni private, che spesso sono la mia gioia e il mio divertimento maggiore, realizzando illustrazioni personalizzate per 2 matrimoni, 3 compleanni, 1 nascita, 1 festa del papà e 1 regalo di Natale.
Ho avuto 1 cliente americano, 1 svizzero, 1 francese e 2 coreani
Ho aderito a 3 campagne sociali che mi stanno molto a cuore e almeno a 3 challenge di disegno.
Ho collaborato con 2 pubblicazioni indipendenti.
Ho lavorato per 1 scuola privata e 1 università.
Ho partecipato a 7 concorsi, non ne ho vinto nessuno.
Ho disegnato dal vivo a ben 2 eventi e uno in particolare mi terrorizzava. Ma ho scoperto di potercela fare.
Infine ho iniziato a lavorare con 1 azienda che produce giochi educativi a 3 progetti a tema sostenibilità che nel 2020 vedranno la luce.

E’ tanto, tantissimo, me ne rendo conto ora più che mai e ne sono grata, felice ed orgogliosa. Per questo il 2019 è stato un anno incredibile .

(Ecco una piccola anteprima)

 

Però è stato anche terribilmente faticoso ed angosciante, come ho scritto sopra.

Questo è stato il mio secondo anno con partita iva e proprio durante i primi mesi è venuta a mancare una condizione di sicurezza, la mia rete di salvataggio, cioè un grosso cliente che era stato quello che mi aveva dato la spinta ad aprire 2 anni fa. Quello che rappresentava una grossa fetta del mio fatturato. Qualcuno meno pragmatico di me direbbe che tutto ha una motivazione, dato che da quel momento sono iniziate ad arrivarmi proposte di lavoro sulle quali mi sono fiondata senza esitazione. Ma la verità è che non è bastato.

Non è bastato a non farmi consumare dal lavoro che amo e che sono terrorizzato dall’idea di finire per odiare. E’ bastato a malapena per pagare affitto e bollette, quello si, a non indebitarmi con l’Agenzia delle Entrate e a poco di più. Non c’è stato un singolo mese in cui non ho dovuto fare delle rinunce (materiali e non) inseguire clienti che non pagano e la maggior parte del tempo ho vissuto con l’ansia di bucare una consegna.
Ho come la sensazione che quest’anno sia stata un’unica infinita giornata di lavoro che non vedo l’ora che finisca.
In un momento di sconforto (ce ne sono stati parecchi) so solo che ho pensato: ok, facciamo che il 2019 lo regalo alla causa, lo saltiamo a piè pari per quanto riguarda la vita, la socialità e gli affetti e do’ tutto nella speranza che domani io possa raccogliere i frutti di questo enorme sbattone. E lo so bene che la vita da freelance è fatta anche di queste cose, ma credetemi se vi dico che quest’anno ho sfiorato il burnout almeno un paio di volte. E questo non va bene, neanche se sei freelance.

Perciò dopo un’attenta analisi dei miei errori e dei miei obiettivi futuri ecco la lista dei buoni propositi per migliorare la qualità della mia vita durante l’anno nuovo e dare una nuova spinta al mio lavoro.

  • aumentare i miei prezzi
  • sostituire quasi tutti i miei devices tecnologici , aiuto.
  • vincere la paranoia da telecamera e farmi vedere in video (specialmente su Instagram Stories)
  • lavorare a video tutorial di disegno
  • meno ansia (se consegno un giorno dopo il mondo non collasserà su se stesso)
  • lanciare un webinar
  • provare a non lavorare più di 8-9 ore al giorno
  • ritornare (ogni tanto) alle tecniche tradizionali
  • più sicurezza in me stessa e sul mio lavoro
  • imparare a dire di no
  • progredire con le illustrazioni animate e l’uso di Procreate

 

Bene, come al solito quella che doveva essere una lista breve e concisa è diventato un pippozzo, chiudo augurandovi uno scintillante 2020 e ci risentiamo il prossimo anno!!

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