Piccola e modesta guida alla Bologna Children’s Book Fair

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Sono tornata da circa una settimana dalla Bologna Children’s Book Fair dove ho passato 2 giorni veramente intensi. Questo è il terzo anno (non consecutivo) che partecipo, ma è il primo anno in cui sono andata con uno spirito diverso, più professionale mi sentirei quasi quasi di dire. Sicuramente ero meno timorosa e leggermente più sicura del mio lavoro.
Quest’anno mi sono anche organizzata con un po’ di anticipo e ho raccolto spunti e suggerimenti* che mi hanno permesso di affrontare la fiera con il piede giusto.
Perciò ho deciso di scrivere questo post, che parola dopo parola è diventato una specie di guida, ma senza nessuna pretesa di insegnamento, vorrei specificarlo. Io per prima sono consapevole di essere ancora piuttosto inesperta, ma ogni volta che vivo un’esperienza forte e formativa come questa mi viene spontaneo immagazzinarla, rielaborarla e condividerla. Quindi qui di seguito troverete consigli e il resoconto della mia esperienza semplicemente perché mi va di farlo e perché un post del genere mi sarebbe stato molto utile, in passato come oggi.
Finisco di mettere la mani avanti dicendo che non voglio dire che quello che leggerete sotto sia il metodo migliore in assoluto o quello adatto a tutti, ognuno ha la sua storia, il suo percorso e il proprio approccio professionale, ma sicuramente potrà aiutare tutti coloro che non sono mai stati alla BCBF, ma pianificano di farlo, a farsi un idea più precisa  o anche chi ha intenzione di sfruttare meglio questo appuntamento.

Intanto partiamo dalle basi. La BCBF è la principale fiera mondiale di editoria per l’infanzia, si svolge a Bologna Fiere una volta all’anno e ospita tutte le principali realtà che ruotano attorno a questo settore: case editrici, agenzie, scuole, progetti educativi ed artistici ecc. Di conseguenza potete trovare al suo interno tante professionalità diverse, tutte presenti per fini lavorativi, come editori, illustratori, agenti, insegnanti, librai e traduttori. Non è una fiera aperta al pubblico e non è una mostra mercato. Ci si va per lavorare, impostare o concludere progetti e collaborazioni, vendere licenze, stipulare accordi e trovare nuovi clienti.

Ma veniamo al dunque, come ci si prepara e cosa può fare un illustratore più o meno emergente in questo contesto, secondo me.

COME PREPARARSI

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1. Una cosa auspicabile è quella di iniziare a contattare le case editrici per richiedere appuntamenti già da qualche mese prima dell’evento. Purtroppo sul sito la lista completa degli espositori quest’anno è uscita molto tardi (un paio di settimane prima) ma anche se non avete la certezza che la casa editrice al quale volete scrivere parteciperà, tentare non costa nulla e ci sono comunque buone probabilità che sarà presente. In ogni caso potete consultare la lista completa di quest’anno qui e iniziare già a segnarvi gli indirizzi di vostro interesse (non so per quanto sarà consultabile sul sito).
Ve lo dico, le probabilità che qualcuno vi risponda sono piuttosto basse ma il lavoro potrà servirvi anche per individuare editori che andrete poi a stalkerare direttamente in fiera.

2. Altra cosa essenziale è quella di preparare per tempo il materiale da portare in fiera: biglietti da visita da spargere in ogni luogo, cartoline, poster, portfolio stampati e tutto quello che pensate possa esprimere e valorizzare al meglio il vostro lavoro. Io quest’anno ho preparato 2 tipologie di bigliettini, due cartoline differenti e 7 portfolio stampati con una selezione di immagini da lasciare in maniera molto mirata solo agli editori interessati. Ho fatto l’errore di non preparare poster per il muro degli illustratori (vedi sotto) ma l’anno prossimo rimedierò.
Per quanto riguarda il portfolio completo da far visionare agli editori, mi sento di consigliarvi caldamente di prepararlo in digitale e portarvi un tablet sul quale poterlo sfogliare… molto più comodo, leggero e maneggevole e potete preparare più portfolio tematici e approfondimenti senza farvi venire un’ernia. Senza contare che, a mio avviso, un poco di post produzione delle tavole, anche se eseguite in tecnica tradizionale, non guasta mai, la visione a schermo non le sminuisce (anzi) e non si rischia l’effetto “studente inesperto con il book sotto braccio”. Potrebbe essere un altro discorso se avete un vostro progetto libro completo o quasi, da far visionare, in quel caso preparare una maquette cartacea potrebbe essere una buona idea. Ma su questo aspetto alzo le mani perché non ho assolutamente esperienza al riguardo. Magari l’anno prossimo saprò dirvi meglio, perché vorrei arrivare in fiera con un mio progetto personale.

3. L’ultima cosa che mi sento di consigliarvi è di muovervi per tempo per l’organizzazione logistica. Prendete con anticipo i biglietti del treno (io quest’anno ho trovato biglietti in alta velocità ad un prezzo molto basso) e soprattutto cercate un alloggio per tempo (se non avete chi vi può ospitare). Come sempre i concomitanza di questi eventi gli host tendono ad alzare i prezzi degli appartamenti.

COME AFFRONTARE LA FIERA

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Andiamo anche qui per punti partendo da un livello base consigliabile a tutti verso uno più professionale.

1. Farsi un’idea ampia e precisa del mondo dell’editoria per l’infanzia italiana e mondiale. Conoscere e scoprire case editrici, capire quali sono i trend del momento, notare differenze stilistiche e tematiche (anche molto grosse ed evidenti) tra le pubblicazioni di un paese in confronto ad un altro, per rendersi conto di quale mercato possa essere più affine al proprio stile o vocazione. Individuare specifiche case editrici che hanno un catalogo che vi piace, e al quale vorreste proporvi.

2. Prendere contatti e collezionare biglietti da visita come se non ci fosse un domani. Una volta individuate le realtà che vi piacciono basterà andare allo stand e chiedere gentilmente un indirizzo al quale poter inviare del materiale in un secondo momento (magari preparando un portfolio con immagini selezionate ad hoc). Riuscire ad ottenere mail di Art Director o del reparto creativo/grafico di una casa editrice è già un buon punto di partenza rispetto alla generica mail info@ che spesso si trova sui siti. Inoltre ricordatevi di lasciare i vostri biglietti da visita senza lesinare, è un caso raro ma può sempre succedere che capiti tra le mani giuste al momento giusto.
Il muro degli illustratori: in realtà sono più muri e hanno la funzione di ospitare i poster e i biglietti da visita degli illustratori, con lo scopo di dare la possibilità a tutti di essere notati e contattati. Funziona? tendenzialmente no anche perché c’è tanta, tantissima roba, ci si sovrasta l’un l’altro e si rischia di rimanere sepolti nel marasma. Ma so di persone che sono state contattate tramite questo mezzo e se si punta sull’immagine giusta e si ha l’accortezza di arrivare prestissimo il primo giorno per accaparrarsi dei punti decenti, allora potrebbe avere un senso. Però ve lo dico, dopo la prima ora del primo giorno rimarranno solamente angolini sfigati.

3. Partecipare a conferenze, talk, masterclass e portfolio review dedicate agli llustratori che potete trovare nel programma della fiera. Questi appuntamenti sono tutti gratuiti e di libero accesso, la maggior parte si svolgono all’Illustrator Survival Corner e vedono come protagonisti illustratori affermati, (pochi) art director e docenti. Attenzione però che le portfolio review sono a numero chiuso e prenotabili solo di persona il giorno stesso, quindi dovrete precipitarvi ad apertura porte al desk e sperare di essere abbastanza veloci, soprattutto per accaparrarvi quelle più appetibili.

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Se siete alle prime armi potete anche fare le review con altri illustratori più esperti che sicuramente vi sapranno dare consigli utili per sviluppare ed evolvere il vostro lavoro.

4. Networking. Ahhhh questa parola, che amo e odio. Quest’anno ho avuto la conferma che niente come il networking vi porterà esperienza, possibilità, scoperte e conoscenza (alla faccia della mia liguritudine). Quindi incontrate e parlate con tutti. E quando dico tutti intendo proprio tutte le persone che disgraziatamente incrociano la vostra strada. Per farvi un esempio io quest’anno sono finita a fare un bellissimo colloquio con Giunti solo perché ho attaccato bottone con una ragazza che si stava fumando una sigaretta in santa pace vicino a me (che cosa pazzesca). Incontrate amici vecchi e nuovi, reali e virtuali, che vi presenteranno altre persone con il quale scoprirete di avere altri contatti in comune e finirete tutti a mangiare un panino seduti in terra e a scambiarvi consigli utilissimi, indicazioni su questa o quella casa editrice e tips and tricks salvavita. Contattate vecchi clienti, se ne avete, e incontratevi in questa circostanza che rende tutti carichi e ricettivi, potrebbero nascere nuovi progetti mentre bevete il 15mo caffè.

5. Scouting nuovi clienti. Ad un certo punto la fiera potrà diventare il momento dell’anno in cui gettate le basi per il lavoro dell’anno successivo. Quindi, sia che abbiate già ottenuto appuntamenti mandando mail nei mesi precedenti all’evento, sia che abbiate deciso di organizzarvi sul momento, l’obiettivo è quello di parlare, conoscere e presentare il proprio lavoro a quante più persone possibile. Io quest’anno non sono riuscita ad ottenere appuntamenti in precedenza ma ho sfruttato al massimo i 2 giorni e ho ottenuto molti colloqui estemporanei. Come si fa? Prima di tutto aggiratevi per gli stand ed individuate le case editrici al quale vorreste proporvi (vedi punto 1), a quel punti vi si prospetteranno davanti diverse possibilità per approcciarsi. Vi parlo di quelle che ho sperimentato io:
– Allo stand potrebbero esserci dei cartelli che vi danno già preziose indicazioni. Ad esempio se leggete “non si effettuano colloqui con illustratori” mollate il pezzo e prendete un biglietto da visita. Ma potreste anche leggere qualcosa tipo “mercoledì ore 15 portfolio review”. In questo caso si tratta di colloqui aperti a tutti perciò non dovrete fare altro che recarvi all stand all’orario indicato (meglio se con un bell’anticipo) e mettervi pazientemente in coda. Per mia esperienza questo genere di review sono utili fino ad un certo punto perché a meno che l’AD non rimanga proprio folgorato dal vostro lavoro e siate esattamente quello che sta cercando, in genere è già abbastanza stanco e svogliato perché ha visto troppe persone e tendenzialmente sfoglierà il vostro portfolio velocemente. Magari ne ricaverete qualche consiglio utile, magari no.
– Altra ipotesi possibile è che la casa editrice si sia organizzata per prendere appuntamenti con gli illustratori direttamente in fiera senza esternarlo palesemente. Quindi è sempre bene chiedere se sono previsti dei colloqui e se è possibile prendere appuntamento. In caso positivo vi verrà dato un giorno e un orario e avrete a disposizione in genere dai 5 ai 10 minuti per proporvi. Questa è la soluzione più comoda per voi perché non dovrete fare code e siete sicuri che verrete ricevuti.
– Ultima ipotesi possibile, soprattutto per quanto riguarda le case editrici più piccole, è che l’art director sia presente allo stand, sia momentaneamente libero e abbia voglia di ricevervi subito, o vi dica di tornare in un determinato momento. Qui ci vuole un po’ di fortuna, buon senso e gentilezza perché bisogna essere in grado di capire se è un buon momento e se l’editore sembra predisposto. Ma questo genere di colloqui può essere tra i più proficui ed utili perché avrete tutto il tempo e l’attenzione del vostro interlocutore che, se vi ha ricevuto, vi sta già dando un buon segnale di interesse.

COSA FARE UNA VOLTA RIENTRATI A CASA

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Ritornati alla vostra scrivania la prima cosa che dovrete fare è  riprendervi dalla stanchezza e poi schiarirvi le idee. Se siete stati bravi vi sarete appuntati tutte le indicazioni e gli esiti dei colloqui in un magico quadernino, anche perché se farete molti appuntamenti il rischio di dimenticarvi qualcosa o confondere le indicazioni ricevute è molto alto. Fate ordine nel materiale che avete recuperato dividendo i contatti in categorie e facendovi un piano di invio mail specifiche e mirate. Aspettate che la fiera finisca per non rischiare di non essere considerati ma non aspettate troppo tempo perché poi l’editore potrebbe non ricordarsi più di voi. Non aspetterei più di una settimana in ogni caso.

Spero di non essermi dilungata troppo e concludo dicendovi che la fiera, se affrontata nel modo giusto, può darvi moltissima carica, stimoli e opportunità, al contrario (e l’ho sperimentato in passato) può risultare molto frustrante. Se ci si sente inadeguati e se si è impreparati su quello che ci aspetta si rischia di vagare senza meta, senza trovare il modo di proporsi oppure incontrando rifiuti e pareri negativi perché ci si è proposti alle persone sbagliate.

Spero quindi che questo post possa esservi utile per affrontare la vostra prossima fiera in modo migliore… io non vedo già  l’ora di tornarci.

*nell’elaborazione di questo articolo è stato molto utile:
il confronto con amici e colleghi, in particolare Laura,
la Illustrator survival guide
e il webinar dedicato alla fiera di Aduntratto

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