Il mostro del DUBBIO

Mi sono resa conto di avere a volte un rapporto conflittuale e autodistruttivo con la mia presenza social e con il mio modo di raccontarmi online, ne volevo parlare da un po’ ma non riuscivo a trovare il modo, il mezzo e il momento giusto per farlo. Poi finalmente ho trovato qualcuno che lo ha fatto per me.

L’altro giorno, mentre vagavo nei meandri dell’internet ho scoperto un progetto interessante che si chiama L’ultimo autunno (l’ho scovato perché i ragazzi che ne fanno parte fanno anche video su youtube dedicati al Trono di Spade, che al momento sono la mia cosa preferita da ascoltare mentre lavoro) e ho letto un paragrafo che mi ha davvero colpita. E’ una visione che sento mia e che ho deciso di condividere nel futuro a venire. Ve la riporto qui sotto.

Il punto è che sono sempre stato perfezionista -forse fin troppo- e non ho mai perso occasione di sottoporre ogni mia idea a scrupolosi esami e controesami, verifiche e controverifiche. Come mai? Probabilmente per paura di risultare insipido a occhi più esperti dei miei. Una sorta di invincibile complesso di inferiorità nei confronti di chi si mostrava più sicuro delle sue tesi; e così ho passato gran parte della mia vita creativa ad ascoltare e ad apprendere in silenzio.

Tuttavia, col passare del tempo, mi sono accorto che esiste un catalizzatore dell’apprendimento, un’arma che ci permette di testare i nostri pensieri molto più velocemente di quanto non faremmo da soli: il dialogo, il confronto. Buttarsi nella mischia non è facile, ma con i dovuti accorgimenti può essere un’esperienza unica.
[…]
E questo è un augurio che faccio a chiunque: partecipate a sani dialoghi, non solo come uditori, ma come protagonisti; trovate ambienti stimolanti (virtuali e non) e producete idee, rivedetele, cancellatele, condividetele. Ma soprattutto, non abbandonate mai il dubbio. Una persona che non è dubbiosa non potrà mai sapere niente con certezza.

E’ questo il mio buon proposito dell’anno, che è spuntato così un po’ a caso a metà aprile. Lanciarmi di più, preoccuparmi meno di ipotetici giudizi altrui, esprimere me stessa con contenuti che mi rappresentano e farlo con il mio linguaggio. Coltivare i miei dubbi, che mi permettono di crescere, approfondire ed evolvere ma abbandonare le paranoie che finiscono per bloccarmi e gettarmi nello sconforto pensando: quello che ho da dire non interessa a nessuno, è banale e scontato, Sembrerò scema? Sembrerò saccente? Sembrerà che me la tiro? Meglio non rischiare e non esporsi, meglio cancellare tutto.

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Ma ho deciso di provare a liberarmi da tutto questo peso inutile, che talvolta mi impedisce di sperimentare e lanciarmi in idee e progetti, che mi fa sentire stupida ed inadeguata. Ho deciso che alla fine non mi importa poi molto di quello che possono pensare di me persone che non conosco o con le quali non ho quasi niente a che fare, che non sono tutti lì ad elaborare giudizi su di me e, in ogni caso, anche se fosse, non è davvero importante. Voglio creare i contenuti che mi piacciono e appassionano, farlo con differenti mezzi e farlo a modo mio, farmi venire dei dubbi e poi in qualche modo risolverli senza rinunciare a dei pezzetti di me. Senza essere presuntuosa ma sicuramente essendo più spontanea. Anche se questo significa pentirmi 5 minuti dopo la pubblicazione di questo post e volermi sparare ogni volta che rileggo una vecchia newsletter. Fa tutto parte del mio percorso.ecd96971529487.5bc8533cf3fa3Cambiare questo aspetto sarà faticoso ma ci voglio provare perché credo proprio che mi farà stare molto meglio e permetterà al mio flusso creativo di crescere e svilupparsi senza precludermi niente.

Un esempio:  a questo post ne seguirà uno sul resoconto della mia esperienza alla fiera del libro di Bologna, una piccola guida per affrontarla. L’ho scritto perché desideravo farlo e sinceramente lo trovavo utile e interessante. In un’altro momento non lo avrei mai pubblicato, vedi le paranoie di cui sopra, poi mi sono incazzata e ho scritto questo post. Che pubblicherò senza rileggere 100 volte. Giuro, solo 99.


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